Dhabi Rachid: arbitro di calcio amrocchino dei campionati UISP
L'impegno antirazzista dello sportpertutti Uisp è un'impegno quotidiano, spesso all'oscuro dell'interesse di media e opinione pubblica. Tante storie di uomini e donne provenienti da culture e paesi distanti, che "parlano" e si confrontano con i loro corpi in movimento. Ogni tanto queste storie colpiscono l'attenzione di qualche giornalista attento.
E' capitato a Bologna, dove Fernando Pellerano, giornalista del "CorrierediBologna.it", edizione locale del quotidiano di via Solferino, ha voluto accendere un riflettore sulla realtà dello sport amatoriale e giovanile, per parlare di una società sempre più multiculturale. Il pretesto? La triste vicenda degli episodi di razzismo a Mario Balotelli.
Ebbene, Pellerano ha intervistato anche Dhabi Rachid, 38 enne marocchino arbitro nei campionati Uisp. "Mi trattano come un qualsiasi arbitro, con proteste normali - dice - Mai avuto un problema razzista, giusto qualche maleducato. In campo qualche esagitato c’è, allora tiro fuori il cartellino rosso".
E Balotelli? "Secondo me non è razzismo - risponde - ma è vittima del suo atteggiamento. Il pubblico però dovrebbe aiutarlo, ma sappiamo com’è il pubblico degli stadi".
Molto meglio quello che segue le partite amatoriali. "All’Uisp - ricorda il giornalista - che organizza ogni anno a Bologna col Progetto Ultrà i Mondiali Antirazzisti, ci sono tre squadre di soli immigrati: una delle Isole Verdi, una del Marocco e una di Rom, la Balcanico Romane (unica in europa)". Insomma, un bel riconoscimento per l'Uisp, e un bello spot per l'integrazione.
UISP
26 Gennaio 2010
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