Il Consiglio di Europa solleva preoccupazioni sulla situazione in Ucraina22 febbraio 2012

Ci sono stati “alcuni miglioramenti ” in Ucraina nella lotta al razzismo e all’intolleranza, ma la situazione causa ancora preoccupazione, ha affermato in una relazione sull’Ucraina la Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza (ECRI) del Consiglio di Europa.
Il Consiglio di Europa ha riferito a Interfax-Ukraine martedì che il presidente ad interim di ECRI, François Sant’Angelo ha affermato, mentre forniva commenti sul documento, che, “mentre ci sono stati dei miglioramenti, ci sono ancora preoccupazioni in molte aree coperte dal mandato della Commissione.”

Il comunicato stampa sulla relazione fa notare che, sebbene il governo ucraino abbia fatto piani d’azione contro la xenofobia e la discriminazione etnica e razziale, lo scioglimento del Comitato dello Stato per le Nazionalità e la Religione ha “lasciato un vuoto ” in questa connessione.
“Il paese non ha un’ampia legislazione contro la discriminazione. Inoltre, malgrado l’intenzione delle attività di rafforzare la legislazione sull’asilo, le procedure di determinazione dello stato di rifugiato sono state congelate in numerose occasioni,” si legge nel comunicato stampa.
Allo stesso tempo, secondo la commissione, ci sono meno attacchi razzisti sebbene il problema sia lontano dall’essere risolto.
“Discorsi che si ispirano all’odio sono spesso non perseguiti, sebbene il numero di pubblicazioni anti-semite si sia ridotto,” si legge nella dichiarazione.
La commissione sta rivolgendo la propria attenzione ad un altro problema: la necessità di gestire i neo-Nazisti e i tifosi skinhead.
“Nonostante tutto, il Ministro dell’Interno ha abbandonato i propri sforzi per monitorare incidenti razzisti e gruppi in modo sistematico. Inoltre la misura del problema è stata mascherata perché chi perpetra l’odio tende ad essere perseguito come hooligans,” si legge nel comunicato stampa.
La dichiarazione registra che la situazione con i tartari della Crimea non è migliorata.
“Né è migliorata la situazione dei Rom, molti dei quali non hanno documenti di identità, malgrado gli sforzi di alcune città di promuovere la loro inclusione sociale. Viene anche frequentemente riportata la cattiva condotta della polizia contro questo e altri gruppi vulnerabili, come immigrati e richiedenti asilo,” ha affermato la commissione.
Nella sua relazione, la ECRI ha fatto un numero di raccomandazioni, tra cui le seguenti tre richiedono un’implementazione come priorità e saranno riviste tra due anni.

In particolare la commissione ha sottolineato la necessità di “identificare un ente per coordinare il lavoro nella lotta al razzismo e alla discriminazione razziale e per assicurare che il suo staff abbiamo una forte esperienza in questi settori; garanzia sempre di procedure di determinazione efficaci dello stato di rifugiato e infine sistemazione della questione di chi è responsabile per questo; e istituzione di un organismo indipendente per la ricezione di lamentele sul razzismo e la discriminazione razziale da parte della polizia.”
La ECRI è un ente per i diritti umani del Consiglio di Europa, composto da esperti indipendenti, che monitora i problemi di razzismo, discriminazione in base all’origine etnica, colore, cittadinanza, religione e lingua, nonché xenofobia, antisemitismo e intolleranza.
Link alla relazione: