L’intervista esclusiva per FARE a Marcos Senna26 febbraio 2009

Marcos Senna è nato a São Paulo, in Brasile. È il vincitore di EURO 2008 assieme alla Spagna, è il capitano del Villarreal CF, specializzato in passaggi eleganti e calci di rigore. È anche molto impegnato nella lotta al razzismo e sostenitore dei diritti umani e delle comunità di immigrati nel suo paese di origine, il Brasile ed in Spagna.
Dopo aver giocato per vari club in Brasile all’inizio della sua carriera, nel 2002 Senna si è trasferito alla squadra spagnola Villarreal CF da São Caetano. Da allora ha aiutato la squadra a raggiungere le semifinali della UEFA Champions League. La squadra si trova attualmente al quarto posto nel campionato spagnolo, La Liga.
Senna ha acquisito la cittadinanza spagnola all’inizio del 2006, e ha fatto parte della nazionale per i Mondiali 2006 e Euro 2008, segnando il calcio di rigore della Spagna nella vittoria contro l’Italia. Il culmine della sua carriera è arrivato due partite dopo quando ha svolto un ruolo cruciale nella vittoria della squadra contro la Germania. Recentemente ha creato la “Marcos Senna Foundation”.
Marcos ha recentemente promesso il suo sostegno alla rete FARE, impegnandosi alla conferenza ‘Uniti Contro il Razzismo’ a Varsavia. Lo abbiamo incontrato prima dell’evento per conoscere le sue opinioni sul razzismo, sui modelli ed il potere del calcio.

IL MIO PRIMO PENSIERO DOPO AVER VINTO EURO 2008: LE PERSONE DI JARDIM RINCAO, SAO PAOLO, AVRANNO POTUTO ASSISTERE ALLA PARTITA ALLA TELEVISIONE?

Heidi Thaler: Sei il capitano del Villarreal Football Club e vincitore degli Europei 2008. Congratulazioni!

Marcos Senna: Grazie. Vincere gli Europei è stato per me realizzare un sogno. Quando ho iniziato a giocare a calcio non avevo molto sostegno e la mia famiglia era molto povera. Tuttavia ho perseverato per diventare un giorno un calciatore professionista. Per me ed i miei compagni di squadra è stato bellissimo battere la Germania in finale. Mi sono chiesto se le persone a Jardim Rincao, il quartiere dove sono cresciuto hanno avuto la possibilità di vedere la finale.

Sei nato in Brasile e dal 2002 giochi nel campionato spagnolo. Quali sono state le tue esperienze quando sei arrivato in Europa?

Quando sono arrivato qui non è stato facile. Ho passato momenti difficili perché era la prima volta che lasciavo la mia famiglia in Brasile. Inoltre ho subito due infortuni al ginocchio che mi hanno costretto a stare lontano dai campi da calcio per quasi due anni. Avevo paura ma ero anche paziente perché stavo per avere l’opportunità di mostrare alle persone quello che sapevo fare.

Si parla molto di integrazione. Sul tuo sito web sottolinei che: “Marcos Senna è anche un esempio di integrazione sociale e molti bambini lo vedono come un’icona per l’integrazione e la globalizzazione dell’umanità. Le sue origini brasiliane non lo hanno fermato nel difendere i colori spagnoli con la Nazionale. Marcos è totalmente integrato nel “sentire spagnolo”. Puoi raccontarci la tua opinione ed idea sull’integrazione?

Mi sento molto fortunato che la società spagnola mi abbia aiutato ad integrarmi nella comunità al 100% e sono stato trattato benissimo. Ma sfortunatamente non tutti sono fortunati. Non capisco perché parliamo ancora di persone diverse per via del colore della loro pelle, la nazionalità o la religione. La nostra comunità deve insegnare alle giovani generazioni che siamo tutti fratelli e viviamo nello stesso mondo e che questa diversità rende il mondo più ricco.

FARE è impegnata attivamente nella lotta contro ogni forma di discriminazione nel calcio. Molti calciatori di colore o provenienti da gruppi di minoranza devono affrontare episodi di razzismo. Quale è stata la tua esperienza personale?

Nel calcio ci sono persone che vanno allo stadio per cantare slogan contro i calciatori di colore. È molto curioso che insultino i propri avversari ma dall’altra parte sostengano i calciatori di colore della propria squadra. Mi sento molto fortunato perché in Spagna sono rispettato e quindi non ho problemi.

I calciatori famosi come te sono spesso dei modelli per i tifosi ed i bambini. Che cosa vuoi dire ai tuoi fan e alle nuove generazioni sul razzismo ed il rispetto?

Fin da piccoli dobbiamo imparare a rispettarci perché quando cresciamo e abbiamo l’opportunità di visitare altri paesi vorremmo che ci venga mostrato lo stesso rispetto verso di noi. La religione, il colore della pelle o la nazionalità non possono essere la ragione per la discriminazione o gli scherzi, in particolare dobbiamo usarli per imparare altre culture e fare nuove amicizie.

FARE ha organizzato il programma ufficiale contro il razzismo a EURO 2008. Alle semifinali i capitani delle squadre hanno letto un messaggio contro il razzismo in campo. Per la Spagna lo ha fatto Iker Casillias. Pensi che tali azioni possono rappresentare un cambiamento nella mente delle persone?

È vero che la società riflette spesso quello che fanno i personaggi famosi e noi, come calciatori, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Iker Casillas è mio compagno di squadra e molto attivo nelle attività sociali. Questo è un aspetto positivo perché è uno dei giocatori più famosi in Spagna. Tuttavia, non solo i calciatori famosi ma anche le persone nomali possono cambiare il mondo con delle piccole azioni.

Secondo te come è possibile combattere il razzismo?

La chiave è l’educazione fin dalla tenera età. La problematica del razzismo deve essere insegnata nelle scuole come tutte le altre materie. I calciatori dovranno sostenere questo aspetto e cercare di sensibilizzare le persone riguardo al problema. È la società che crea i problemi ed è la società che deve combatterli. La discriminazione deve essere combattuta educando anche i più giovani ma deve essere aiutata dalle mie azioni e da quelle dei miei compagni. Sarà necessario uno sforzo collettivo da parte di tutta la società per risolvere tale situazione.

Hai creato la “Marcos Senna Foundation”. Puoi parlarci di questo progetto? Quale è stata l’idea, quali sono i tuoi obiettivi e che tipo di progetti desideri promuovere?

Dopo aver vinto gli Europei 2008 sono andato in vacanza in Brasile. Come sapete, una delle prime cose a cui ho pensato al fischio finale della partita è stata se le persone di Jardim Rincao, Sao Paolo, stavano guardando la televisione. Mi sono preso una lunga pausa dopo gli Europei e ho trovato il tempo di discutere con mia moglie della possibilità di creare una fondazione. Il suo scopo è quello di aiutare i bambini sia in Spagna che in Brasile. La “Marcos Senna Foundation” desidera aiutare tutte le comunità, sebbene alcune abbiano più bisogno di altre.
Abbiamo anche un progetto in Brasile per la costruzione di una scuola, un mio grande sogno: si troverà nel mio quartiere, una delle aree più povere di Sao Paolo. Vogliamo aiutare in questo modo 150 bambini con attività sportive e culturali, e dare loro vestiti e cibo.