Conferenza antirazzista a Varsavia11 febbraio 2009

La UEFA, in collaborazione con l'associazione calciatori (FIFPro) e la rete FARE (Football Against Racism in Europe) sta terminando i preparativi per una conferenza in cui si ribadirà che il razzismo, l'intolleranza e la discriminazione non devono avere spazio nel calcio.

La terza conferenza “Uniti contro il razzismo” verrà ospitata dalla Federcalcio polacca a Varsavia il 3 e il 4 marzo e accoglierà circa 250 delegati di federazioni nazionali, club, leghe, organizzazioni non governative, media ed esponenti del mondo politico.

La conferenza ha diversi obiettivi: rendere più consapevoli i membri della famiglia calcistica del problema del razzismo e della discriminazione, proporre soluzioni positive e pratiche per combattere il razzismo nello sport e nella società e, infine, condividere le prassi ottimali nei diversi contesti diversi e tra i differenti esponenti, ovvero club, ONG e tifoserie.

Conferenze simili sono state organizzate a Londra nel 2003 e a Barcellona nel 2006. La comunità calcistica (giocatori, direttori di gara, allenatori e tifosi) si è riunita per esaminare gli aspetti principali di quella che, nel calcio, è diventata una campagna di sensibilizzazione fondamentale.

UEFA e FARE sono partner da diversi anni. La rete FARE riunisce gruppi che si dedicano alle pari opportunità in tutto il continente, sostenendoli e aiutando a creare un fronte unito contro il razzismo. La UEFA, oltre a fornire un'assistenza finanziaria significativa, sfrutta le proprie competizioni come piattaforma per le attività antirazziste e per promuovere il rispetto per la diversità. Negli anni, anche diversi calciatori europei hanno prestato il loro sostegno.

“Ci piacerebbe vedere un calcio senza la piaga del razzismo – dichiara FARE. “Il calcio è lo sport più seguito al mondo e appartiene a tutti. Giocare, guardare e parlare liberamente di calcio deve essere un diritto di tutti, senza timori. Purtroppo, a tutti i livelli del gioco, da quello amatoriale a quello internazionale, si verificano incidenti razzisti da parte di tifosi, giocatori, club o altri organi calcistici. FARE ritiene che tali comportamenti, sia in campo che fuori, siano inaccettabili e indesiderati per la maggior parte dei tifosi e dei giocatori”.

La UEFA attua una politica di tolleranza zero verso il razzismo e adotta misure disciplinari contro i responsabili delle violazioni. Insieme alla Commissione Europea e alla rete FARE, inoltre, ha presentato uno spot televisivo antirazzista all'inizio della stagione corrente per supportare la campagna in corso.

La scorsa estate, UEFA EURO 2008™ è servito per sostenere il movimento antirazzista con la campagna Unite Against Racism e con varie attività, come tornei di calcio in strada, una campagna di sensibilizzazione e la partecipazione di minoranze etniche locali. Durante il torneo, due giornate di incontri sono state dedicate a questo tema e la UEFA ha contribuito al progetto con 312.500 euro. In occasione della Action Week organizzata da FARE lo scorso ottobre, le giornate di UEFA Champions League hanno rappresentato un'opportunità ideale per diffondere il messaggio antirazzista a migliaia di tifosi negli stadi e a milioni di telespettatori.

Nel suo invito alla conferenza di Varsavia, il segretario generale UEFA, David Taylor, scrive: “Vogliamo creare un'opportunità per riesaminare i progressi e rinnovare il nostro invito ad agire. In particolare, desideriamo registrare i risultati positivi e, in vista di EURO 2012™, analizzare i problemi nell'Europa dell'est, per capire come la famiglia calcistica europea possa contribuire ulteriormente”.